CLIMA, LE METROPOLI PRODUCONO IL 58% DELLE EMISSIONI GLOBALI: LA GEOGRAFIA RESOLGLASS DELL’INQUINAMENTO 2026

In Italia il 30% degli immobili è ancora in classe G. «Dagli edifici può arrivare un taglio del 14%: 68,5 milioni di tonnellate di CO2 in meno ogni anno» mettono in evidenza gli analisti di Resolglass, brand che punta a intercettare la domanda di soluzioni architettoniche ad alte prestazioni energetiche.

Roma, 16 febbraio 2026 – La sfida climatica si gioca nelle città. Le prime 26 metropoli al mondo producono da sole il 58% dell’inquinamento globale, mentre nell’Unione Europea gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni complessive di CO2.

A metterlo in evidenza è un’elaborazione di Resolglass, il marchio italiano specializzato nella progettazione e realizzazione di soluzioni architettoniche in vetro e acciaio su misura, basata sulla ricerca internazionale “Keeping Track of Greenhouse Gas Emission Reduction Progress and Targets in 167 Cities Worldwide” condotta dalla Sun Yat-sen University.

Il primato mondiale delle emissioni spetta alla metropoli cinese di Handan con 200 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti annue, seguita da Shanghai (188 Mt), Suzhou (152 Mt), Dalian (142 Mt), Mosca (138 Mt), Pechino (132 Mt), Tianjin (123 Mt), Wuhan (110 Mt), Qingdao (93 Mt) e Istanbul (88 Mt). È questa la top-10 della “Geografia Resolglass dell’inquinamento 2026”.

Tra le prime 26 città più inquinanti al mondo, si classificano, pari merito, anche New York e San Pietroburgo con 54 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti annue ciascuna.

Nel continente europeo sul podio troviamo invece Mosca (138 Mt), Istanbul (88 Mt) e San Pietroburgo (54 Mt). E poi ancora Francoforte (44 Mt CO2), Atene (42 Mt), Berlino (25 Mt) e Torino, che si piazza al settimo posto con 19 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, risultando così la città italiana con il maggiore impatto emissivo.

Il ranking europeo continua con Amburgo (18 Mt), Rotterdam (17 Mt), Varsavia (15 Mt), Lione (11 Mt) e quindi al dodicesimo posto Bologna (6,9 Mt). Seguono Parigi (6,8 Mt), Helsinki (6,4 Mt), Amsterdam (6 Mt), Lubiana (5,5 Mt), Oslo (4,5 Mt), Lisbona (4 Mt), Copenaghen (3,4 Mt), Stoccolma (3 Mt), Vilnius (2,7 Mt) e Piacenza (1,2 Mt), la terza città italiana in classifica.

Eppure in Europa basterebbe raddoppiare il tasso di riqualificazione del patrimonio edilizio e intervenire sull’efficienza dell’involucro per arrivare a una riduzione del 14% delle emissioni, pari a 68,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno«Uno scenario che, alla luce dei dati internazionali, assume un peso strategico per le grandi aree urbane» commenta Enrico Scozzari, ceo del Gruppo Resolfin.

Il nodo italiano? «Il 30% degli immobili è ancora in classe G» rispondono gli analisti di Resolglass, che sottolineano come il peso delle emissioni urbane sia strettamente legato alla qualità energetica del patrimonio immobiliare.

Secondo le «Previsioni 2030-2050 di Resolglass» in merito alla distribuzione in Italia degli immobili per classi energetiche, nel 2050 gli immobili in classe “A” dall’attuale 12% saliranno al 40%, mentre quelli in classe “G” scenderanno al 5% (1/6 rispetto al dato del 2025).

Ecco i dati più nel dettaglio. Anno 2025, classe “A” 12% eclasse “G” 30%; anno 2030, classe “A” 16% e classe “G” 25%; anno 2050, classe “A” 40% e classe “G” 5%.

Insomma, le previsioni sono confortanti. La progressiva riduzione degli immobili energivori rappresenta uno dei principali driver della decarbonizzazione urbana. Ed è il vetro la vera leva della transizione urbana.

«La transizione climatica, infatti, non è solo una questione energetica, ma anche progettuale e strutturale. Riqualificare significa intervenire su materiali e sistemi costruttivi capaci di migliorare efficienza, durabilità e valore economico degli edifici» sottolinea Enrico Scozzari, ceo di Resolfin.

Facciate ad alte prestazioni, sistemi vetrati evoluti e soluzioni integrate per il contenimento delle dispersioni possono contribuire in modo diretto alla riduzione delle emissioni, soprattutto nei contesti urbani dove si concentra la maggior parte dei consumi energetici.

«Raddoppiare il tasso di rinnovamento edilizio e accelerare il passaggio dalle classi energetiche più basse verso edifici ad alta efficienza produce un impatto sistemico, trasformando il real estate in uno degli strumenti più efficaci della transizione climatica» conclude Enrico Scozzari.

L’AZIENDA

Resolglass è un brand del Gruppo Resolfin specializzato nella progettazione e realizzazione di soluzioni architettoniche in vetro e acciaio su misura.

Tutto inizia nel 1964 con Giacomo Scozzari, padre dell’attuale titolare, in un piccolo laboratorio romano dove il metallo e il cristallo vengono lavorati con cura artigianale. È da lì che nasce una cultura del fare bene, che negli anni si trasforma in industria, senza mai perdere il legame con la qualità e il dettaglio.

Quando Enrico Scozzari raccoglie il testimone, quell’eredità diventa una piattaforma di lancio. Nascono brevetti, si aprono nuovi mercati, si lavora per le massime istituzioni dello Stato. Ma soprattutto cambia il perché del fare impresa: non più solo produrre, ma produrre responsabilmente.

La svolta green non è una dichiarazione di intenti, ma una scelta concreta: energia solare, materiali riciclati, processi puliti. Resolfin diventa un laboratorio di economia circolare applicata, mentre il vetro –materiale eterno, riciclabile, trasparente– diventa simbolo di una nuova fase.

Con Resolglass, l’azienda entra nell’architettura e nel real estate, portando nel costruito gli stessi valori: innovazione, sicurezza, sostenibilità, bellezza funzionale. Oggi il gruppo guarda avanti, consapevole che il futuro non si aspetta: si progetta.

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