SEIPA: NEL 2025 MENO CO2 GRAZIE AL RIUTILIZZO DEGLI INERTI

Dal recupero dei materiali alla qualità dei cantieri, il 2025 del Gruppo Seipa segna un avanzamento rilevante verso un modello di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione più circolare e a minore impatto climatico.

Roma, 09 dicembre 2025 – In un anno cruciale per la transizione verde della filiera edilizia, il Gruppo Seipa –attivo dal 1968 nella fornitura di materiali e servizi per il settore C&D– una fotografia che mette a fuoco i benefici derivanti dalla rigenerazione degli inerti e la riduzione delle emissioni raggiunta tramite processi più efficienti.

Grazie all’ottimizzazione logistica, all’impiego di mezzi a minor impatto e al maggiore ricorso ai materiali riciclati, Seipa registra nel 2025 un -38% di emissioni operative legate alla lavorazione e al trattamento degli inerti.

Si consolida inoltre il trend positivo relativo alle materie prime-seconde: nei siti Seipa il tasso di sostituzione dei materiali vergini raggiunge il 55%, un dato che conferma l’efficacia dei processi di recupero. Tuttavia, su scala nazionale, l’effettivo impiego degli inerti riciclati nei nuovi progetti edilizi resta molto basso, fermandosi attorno allo 0,4%.

«Il materiale viene correttamente riciclato, ma non trova ancora un impiego diffuso nelle nuove costruzioni. Questo limita l’impatto positivo che il settore potrebbe generare in termini di riduzione delle emissioni e di minore consumo di materie prime naturali» spiegano i responsabili del Gruppo Seipa.

Nel 2026 impianti più puliti, cantieri più controllati. Il Gruppo Seipa avvierà un programma dedicato a migliorare ulteriormente la lavorazione degli inerti attraverso la riduzione di polveri tramite sistemi di gestione avanzati e sistemi di captazione migliorati per limitare le emissioni diffuse e monitoraggi “smart” della qualità dell’aria.

In merito alla riduzione di polveri, il Gruppo Seipa è il primo ad utilizzare un Marini Top Tower 2500 Evo, progettato e realizzato in tempi record nella sede storica di Via di Porta Medaglia 131, su un’area strategica di 55 ettari alle porte della Capitale. Il nuovo impianto per la produzione di conglomerato bituminoso, unico nel suo genere nel Lazio, è il primo a nascere con un tunnel di captazione integrato per l’abbattimento delle emissioni durante il carico sui camion. 

Nel quadro dei monitoraggi “smart” e delle iniziative per la biodiversità, proseguirà inoltre nel 2026 il progetto degli alveari aziendali, affidati ad apicoltori specializzati, presenti in zone protette all’interno degli impianti. 

Nel 2026 il numero delle arnie sarà triplicato, con l’obiettivo di destinare la produzione a scopi filantropici. «Un gesto semplice, ma capace di generare valore ambientale e simbolico» commentano gli specialisti Seipa.

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